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Fotoreportage di matrimonio: la mia intervista per Extra-Ordinary-People.it

 

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Attraverso i miei fotoreportage di matrimonio racconto storie. Mi sento uno storyteller digitale, dall’anima analogica e “slow”. L’Abruzzo, paese in cui vivo, è il regno dello slow. Un antico rifugio dal frenetico mondo della fotografia digitale che corre velocemente e brucia tutto. È proprio qui che nasce la mia arte.

Oggi vorrei farvi leggere un’interessante intervista che racconta un po’ quello che sono, sia da un punto di vista professionale come fotoreporter di matrimonio, sia da un punto di vista un po’ più riservato. Devo dire che ne è venuto fuori un bel lavoro, grazie alla spigliatezza di Rho, una blogger in carriera. L’intervista è stata pubblicata sul suo blog https://extra-ordinary-people.it, dedicato – dice lei – a persone straordinarie. Non vi nascondo che di questo mi sono sentito incredulo e allo stesso tempo inorgoglito. Vabbè, ora vi lascio all’intervista.

D. Parlaci del tuo lavoro e dei tuoi fotoreportage di matrimonio. Quando e come hai iniziato a svolgerlo?

R. Era una notte lunga e tempes…no vabbè scherzo ahahah. Però diciamo che all’epoca avevo la notte tempestosa dentro di me. Ero un semplice impiegatuccio di provincia. Mi riempivo di numeri di carte e di sogni. Il più grande? Evidentemente l’arte del reportage di matrimonio. Attuando la teoria dei vasi comunicanti, ho atteso che si caricasse la molla dell’….”ABBANDONA TUTTO E SCAPPA” Ed ecco che dalla notte al giorno ho lasciato un bel lavoro, un ottimo stipendio e delle belle persone con cui lavoravo, per buttarmi a capofitto nel mondo della fotografia!!

I tuoi scatti non sono semplici fotoreportage di un matrimonio; essi entrano più in profondità e riescono a raccontarci ogni volta storie diverse. Come fai? Come riesci ad entrare così in empatia con i tuoi soggetti?

Hai presente quando si dice che quel tizio ha un dono? bè, credo che il mio sia quello di capire le persone. Ovvio che non sono qui a togliere il lavoro agli psicologi, ma non esagero se dico che guardando negli occhi chi fotografo, riesco a capire molte cose. Emozioni, sensazioni ed empatia.

• Quale è stata la tua più grande soddisfazione sul lavoro?

La mia più grande soddisfazione è il “Grazie” delle persone che guardano con gli occhi lucidi i miei…loro fotoreportage di matrimonio.

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Ho letto nella tua biografia che hai lasciato il “posto fisso” per intraprendere una carriera del fotoreportage di matrimonio. Come dici tu, hai lasciato il certo per l’incerto. Quando hai fatto il grande salto avevi paura? Ci son mai stati momenti in cui hai pensato di aver fatto una scelta sbagliata? Quali sensazioni ti ha portato questa nuova ventata di libertà all’interno di una vita che forse non ti calzava così bene addosso?

Diciamo che quando fai una scelta è normale avere paura ed è normale pensare di aver sbagliato tutto. E’ stato un pò come quando vuoi attraversare la strada: cerchi le strisce pedonali, controlli che tutto sia ok e con decisione attraversi la strada. Ecco! Esattamente così. La paura ce l’hai solo quando NON conosci una cosa. Quando ti lanci a fare un qualcosa che non conosci: io avevo tutto dentro. Era come entrare in un mondo che già conoscevo!

Parlaci del luogo in cui vivi. Com’è? Quali profumi ti evoca? Hai mai pensato di trasferirti altrove?

Il paese in cui vivo è il regno dello SLOW.  un rifugio dal mondo che corre costantemente contro se stesso. E’ un paese di montagna esattamente al centro dell’Abruzzo. Dove i bambini giocano per strada, dove ci sono ancora le chiavi attaccate alla porta d’ingresso di casa, dove ci si saluta e dove il pane profuma di pane. Ecco: questa domanda mi fa impazzire. Perchè io vivo di profumi e di sensazioni. In questo periodo (inverno) trovo estasiante andare in giro a piedi di sera e sentire il silenzio avvolto dal profumo della legna bruciata dei camini di quasi tutte le case. Sì i camini, il ritorno al focolare, alla pignatta che lentamente cuoce i fagioli: ecco cosa c’è nei miei reportage matrimoniali. La lentezza.

Le 3 canzoni preferite?

La musica: wow! Io vivo di musica. Nell’ordine la ascolto la mattina appena sveglio, in macchina, in ufficio, a pranzo e a cena, mentre faccio la doccia, quando dormo. E’ pazzesca la musica. E’ arte. E l’arte evoca l’arte! le tre canzoni preferite? credo di non averne. Sarebbe uno spreco lasciare indietro le altre mille mila fotografie che adoro. posso dirti però che io ascolto un genere di musica in base a quello che sto facendo. Un esempio: quando scelgo le fotografie di un matrimonio ascolto Jazz, quando faccio post-produzione ascolto Metal. Io mi faccio aiutare dalla musica!! p.s. unico gruppo che adoro da sempre: i Pearl Jam.

Quale, tra i grandi fotografi, ami maggiormente?

Non ho mai avuto una predisposizione per gli IDOLI (nella politica come nell’arte) Questa è una domanda che mi pongono in parecchi, in verità. La mia risposta è sempre la stessa: ammiro i fotografi che sono innanzitutto delle belle persone. Quelle persone ricche dentro e allegre fuori. E che poi sappiano raccontare la vita che vedono con i loro occhi, attraverso la macchina fotografica. C’era un tizio che diceva che le fotografie non si fanno con la macchina fotografica: ma con gli occhi e con il cuore e con la testa (HCB).

In questo istante, se alzi lo sguardo e scruti un po’ intorno a te, cosa attira maggiormente la tua attenzione?

La luce. Sono affascinato dalla luce, da come cade sugli oggetti e dalle ombre che crea. Non trovi incredibile che la luce crea l’ombra?

Parlaci un po’ dei tuoi workshop di fotografia. Quando, dove e come si svolgono?

I miei non sono dei workshop alla vecchia maniera, dove 30-40 fotografi non fanno altro che fotografare modelle. I miei ws sono di massimo 10 colleghi. Si parla di fotografia, di luce, di approccio “slow” ad un mondo della fotografia sempre più frenetico. Dove si svolgono? dove trovo l’ispirazione. Il prossimo sarà nelle splendide colline delle Marche. Sarà dedicato interamente alla fotografia analogica (sì, svilupperemo foto in camera oscura) e si parlerà di storytelling: come si racconta una storia in fotografia. Una cosa è fare fotografie, un’altra è raccontare una storia.

So che sei appassionato della fotografia “vecchia maniera” con tanto di rullino e macchina analogica. Ce ne puoi parlare? Certo l’arrivo del digitale ha molto facilitato l’utente medio nel fare fotografie, ma cosa si è perso? E quanto si può recuperare in termini di “magia” in uno scatto?

In questa domanda centri sempre in pieno il bersaglio. LA MAGIA. Ecco cosa c’è nel fare il fotoreportage di matrimonio con la pellicola. È tutto così incredibile. Ti spinge a pensare prima di fare la fotografia. Incroci i tempi e i diaframmi, poi guardi cosa succede al di là dell’obiettivo ed infine inquadri e scatti. E cosa hai scattato? com’è venuta la fotografia? e qui prendo in prestito la pubblicità del mio amato CAMPARI: “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”. Ecco che torna il discorso di SLOW di attesa di calma di respirare e attendere. La fotografia che hai scattato la puoi vedere solo quando la svilupperai. Fra un giorno, due, una settimana. E tu sei lì che impazzisci di “piacere”: che esploderà quando ti arriva lo sviluppo. Tutto questo è stato azzerato completamente dalla tecnologia, dagli iphone per esempio. Siamo sommersi da fotografie. Che non vedrà mai nessuno. Di cui dimenticheremo l’esistenza. Scatta con il rullino da 24 e saranno 24 fotografie tue!

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Nei tuoi scatti quanta postproduzione c’è? Ho visto fare, in certe occasioni, fotoritocchi a dir poco abominevoli. Tu come gestisci questa fase? Ti occupi anche della stampa ed impaginazione degli album? Che tipo di album preferisci e proponi ai tuoi clienti?

Se l’obiettivo è la fotografia analogica, la post-produzione è vicina allo zero. 10 anni fa ho cominciato a fare il fotoreportage di matrimonio dicendomi: la fotografia nasce nel momento in cui si scatta. Se la foto la si “corregge” al computer, quella è Grafica non fotografia. Ecco perchè adoro il rullino: la fotografia è come è! I miei album: li stampo io assolutamente. So io cosa voglio ottenere, quanto devono essere “caldi” e personali Ah, stampo su carta Fine Art. Niente di più magico. Quando sfogli un mio reportage fotografico matrimonio lo guardi e lo accarezzi.

Se potessi entrare in un dipinto, quale sceglieresti?

Ovviamente “La vocazione di San Matteo” del Caravaggio. Vorrei imparare quella luce.

Per lavoro viaggi molto. Questo ti terrà lontano dalla tua famiglia ma allo stesso tempo ti darà modo di vedere posti meravigliosi. C’è qualche luogo che ti è entrato particolarmente nel cuore?

Il viaggio è sempre stata una mia passione. L’Italia è un Paese meraviglioso e mi sento fortunato a poterlo visitare in lungo e in largo. Andare lontano da casa a lavorare mi tiene sicuramente distante dalla famiglia. Ma tutto quello che faccio, lo faccio per loro. L’abbraccio delle mie 3 donne quando torno a casa, mi riempie più di qualsiasi altra cosa.

Se potessi parlare per un’ora con una persona a tua scelta, chiunque, vivo o morto che sia, chi vorresti fosse, dove lo porteresti e cosa gli chiederesti?

Se ti parlassi da fotografo vorrei parlare con il già menzionato Caravaggio. Non gli chiederei niente: lo lascerei parlare WOW…!!! Se ti parlassi, invece, da Andrea, vorrei parlare con mio nonno: gli chiederei come è riuscito a sopravvivere al campo di concentramento dei nazisti (a Dachau) e come ha fatto a tornare a piedi dalla Germania in Italia. Mio eroe.

Che padre sei? Quanto è difficile per te essere genitore? Qual è il messaggio più importante che cerchi di trasmettere costantemente alle tue figlie? E come vorresti che crescessero?

Sono me stesso. Sono allegro e sono (semi)severo quando occorre. Ma su tutte, predomina l’allegria. Parlare, cantare, giocare assieme appena si può. Ma soprattutto insegnare uno dei più importanti valori: il rispetto. Rispetta sempre tutti e soprattutto rispetta il loro pensiero. Vorrei che crescessero slow dentro ma dinamiche al 100%. Ma soprattutto vorrei che facessero solo quello che le renda felici.

Qual è la tua più grande paura?

Quella di non riuscire a rispondere a tutte le domande di questa intervista hahahah.

Tu assisti a molti matrimoni ogni anno ma le percentuali parlano chiaro. Secondo l’ISTAT tra il 1991 ed il 2018 abbiamo assistito ad un vero e proprio boom di divorzi. 375.569 divorziati nel 91 contro più di 1,6 milioni nel 2018. Da cosa può dipendere secondo te? Qual è il segreto per un matrimonio sereno e duraturo?

Il segreto? Chiedetelo a mia moglie hahah. Secondo me il segreto di un buon matrimonio è il compromesso. O meglio: il passo indietro. Mi spiego. Ho sempre ritenuto infantile e inutile quando una persona dice “E’ una questione di principio” Quante volte l’avete sentito? Ebbene: se fra due persone che vivino assieme non si fa un passo indietro su alcune questioni, queste diventano problemi, si ergono muri e si finisce dall’ avvocato. Tuo marito non mette mai il tappo al dentifricio? mettilo apposto tu. Se ti arrabbi e ti rovini il fegato per un tappo…bè…direi che la fine è vicina!!!

Come inizia e come finisce la tua giornata perfetta?

La mia giornata perfetta inizia con la musica e finisce con la musica. la mia giornata perfetta inizia con lasciare le bambine a scuola e all’ asilo e finisce con il bacio della buona notte. la mia giornata perfetta inizia con un buon lavoro a mia moglie e finisce…vabbè dai..immagina… la mia giornata perfetta è fatta di quotidianità, di relazioni, di luce e di ombre • Il tuo peggior difetto? sono disordinato ma perfettamente organizzato!!!

Quale macchina fotografica consiglieresti ad un “utente medio”? E quale è secondo te invece il top di gamma in questo momento?

Domanda interessante. Come macchina fotografica consigliere una canon del 1978 a rullino. 70-80 euro di pura magia. Purtroppo, non sono un fotoamatore: non mi interesso di modelli di macchine fotografiche: non mi interessa il mezzo, mi interessa il risultato. Io lavoro con una macchina fotografica (quella digitale) che ha 7-8 anni credo. Ah, ma è vecchia. No, è funzionale.

In questi ultimi anni c’è stato un boom di fotografi. Basti guardare Instagram e si scopre che c’è davvero molta gente che sa fare belle fotografie. Cosa ne pensi? Ti piace che sia diventata una forma di espressione “virale” o ti infastidisce?

Instagram Facebook Pinterest Youtube. Tutta roba interessante e di stimolo. Mi infastidisce solo il fatto che si tende a credere che quella sia la realtà. Per me vale “Essere famosi su Facebook, è come essere ricchi con i soldi del Monopoli”

C’è un personaggio del secolo scorso che ammiri in particolar modo?

Sì, c’è. Ed è Ernesto Guevara. Ho un’idea di lui che mi porto da quando ero adolescente. È un’idea semplice: dare tutto per un’idea. Me lo son portato dietro nelle manifestazioni in giro per l’Italia, a Genova contro il G8. Era sempre lì: come da stimolo. Lotta sempre per una tua idea.

Cosa vorresti trovare quest’anno sotto l’albero di Natale?

New York! ho dei progetti in cantiere e spero si realizzino!!!

 

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