ANDREA CALVANO

Il fotografo ed il professionista

Conoscete la sensazione di essere intrappolati in una gabbia? Ecco, mi sentivo esattamente così nel 2007. Se qualcuno dovesse chiedermi quando sono diventato un fotoreporter professionista, gli risponderei che tutto ha avuto inizio tra le scartoffie di un ufficio, dopo anni nella gestione di file Excel e di software gestionali. 

A quei tempi parlavo poco e ascoltavo meno. C’eravamo solo io, una macchina fotografica e un lavoro che detestavo. Ma non potevo lasciarlo: era una sicurezza e dovevo sopravvivere.
Sono fatalista e penso che ogni persona sia destinata ad intraprendere un percorso già segnato.
L’incontro con il mio destino è arrivato all’improvviso, dopo un corso (l’ennesimo) di fotografia di matrimonio. In quell’occasione, una delle foto di un mio servizio su Trastevere ha ottenuto il primo premio in un piccolo concorso.

Un premio che per me è valso più di qualsiasi Pulitzer e sicuramente sarà il più importante della mia vita. Mi ha dato coraggio, forza e convinzione. Mi ha dato la libertà. Da un giorno all’altro ho lasciato il certo per l’incerto e ho dato inizio alla mia nuova storia. Una storia a cui hanno contribuito in maniera decisiva mia moglie Eugenia e i miei due tesori Mia e Giorgia.

Ora parlo spesso e ascolto tanto. Sono sempre in giro, non so mai quello che mi capiterà e ho un lavoro che mi rende vivo.

Attraverso l’obiettivo percepisco dettagli che non riuscirei a vedere senza.

The camera is an instrument that teaches people how to see without a camera.